Il più semplice dei Plum Cake (allo yogurt)

Un plumcke veloce veloce e semplicissimo. Un pò esperimento per il varo della planetaria, un pò scusa per rompere il ghiaccio con gli impasti dolci e addolcire un pò il blog.

E se per il cenone di capodanno provassi a complicare un pò il plumcake?

Plumcake_0014

Ingredienti
- 240 grammi di farina autolievitante
- un pizzico di sale
- 100ml di olio di semi
- 3 uova
- 150 grammi di zucchero semolato
- 3 uova sbattute

La preparazione

Nella ciotola del KitchenAid metto la farina, il sale e lo zucchero. Comincio a mescolare a velocità 1, poi aggiungo lo yogurt. Poi le uova salendo a velocità 2, infine l’olio di semi passando a velocità 4. Lascia mescolare finchè l’impasto non è omogeneo e cremoso, un minuto o due.

Verso il composto in uno stampo da plumcake in silicone (così non ho bisogno di imburrare) e infilo in forno: a 170 gradi per 45 minuti. Al termine della cottura estraggo dal forno, infilo uno stecchino nel plumcacke e poi lo estraggo. Se lo stecchino risulta perfettamente asciutto, il plumcake è cotto, altrimenti continuo la cottura per qualche minuto.

Ultimata la cottura lo sformo e lascio raffreddare.

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Coq au vin

L’incontro fortuito, al supermercato, con un galletto perfettamente corrispondente all’identikit, mi ha permesso finalmente di sperimentare questa ricetta tradizionale francese, piatto preferito del commissario Maigret. Il coq au vin è una preparazione lunga, oltre due ore (più il tempo di marinatura) ma da una gran soddisfazione: non lascia tempo di annoiarsi, c’è davvero precchio da fare e mentre una parte è sul fornello il cuoco deve già occuparsi del passo successivo.
Un solo problema avuto durante la preparazione: in un attimo di distrazione ho spiegato ad Olivetta che coq in francese non è indica esattamente il pollo, e questo me la ha mandata in profonda modalità di protesta contro le carni alternative. Ma peggio per lei, perchè il coq au vin era straordinario, e lei ha dovuto “accontentarsi” di un arrosto di maiale che arriverà sul blog alla prima occasione…

Coq au vin

Ingredienti
- un galletto, circa 1,5Kg, preparato in parti
- 1,5 litri di vino rosso (ho usato un barbera)
- pepe in grani
- una cipolla bianca
- due spicchi d’aglio
- un bicchierino di cognac
- un cucchiaio di farina
- 150 grammi di cipolline
- 100 grammi di champignon, puliti
- 100 grammi di carote
- 50 grammi di sedano
- burro
- olio, sale e pepe

La preparazione

La ricetta si compone di cinque passi: marinatura del galletto, riduzione della marinata, cottura del gallo, preparazione delle verdure al burro, unione dei due filoni della ricetta.

Prima di tutto marino il gallo, usando circa metà del vino rosso. Lascio marinare per 24ore, alla marinata aggiungo solo una macinata di sale e qualche grano di pepe.

24 ore dopo, tolgo il gallo dalla marinata, la filtro marinata e la metto a bollire in pentola unendo il resto del vino. Lascio bollire fino a quando non si riduce della metà.

In parallelo metto in padella un filo d’olio, due spicchi d’aglio schiacciato e unisco i pezzi di carne, rosolandoli su tutti i lati, dopo aver salato e pepato. Nel frattempo affetto a velo la cipolla bianca. Quando il gallo è ben rosolato aggiungo la cipolla, poi spolvero con il cucchiaio di farina e infine fiammeggio con il cognac.A questo punto unisco la riduzione di vino rosso, copro e lascio andare per 60 minuti circa.

Intanto pulisco le cipolline, e le lesso tre minuti in un pentolino. Riduco le carote e il sedano a pezzettini regolari e affetto i funghi. Faccio insaporire il tutto in una padella con una noce di burro, inserendo in padella prima le carote, poi le cipolline, quindi il sedano e in ultimo i funghi. Anche sulle vedure una bella macinata di sale e di pepe.

Quando il gallo è cotto, scopro la casseruola, unisco le verdure al burro e lascio andare ancora per cinque minuti, per poi passare nei piatti.

Prima di aggiungere le verdure alcune ricette consigliano di verificare se il sughetto di vino non sia diventato acidulo, in questo caso è possibile correggerlo con una puntina di zucchero. Le ricette più tradizionali al momento della rosolatura del gallo aggiungono pancetta, oppure lardo. Io ho sperimentato una versione light, più per una fugace dimenticanza che non per motivazioni nutrizionali, non riscontrando però alcuna mancaza di sapore.

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Il coniglio in umido

Fine settimana di cibi energici e saporiti, cotture lunghe e sapori della tradizione. Torno sul luogo del delitto, riprovando a preparare la carne che mi ha dato i risultati storicamente peggiori: il coniglio. Fino ad oggi nessuna pietanza a base di coniglio è mai arrivata fino alle pagine di saledolce.com, semplicemente perchè non sono mai riuscito a trarre nulla di commestibile dallo sfuggente roditore.

Ci ho riprovato, partendo da un classico coniglio in umido, ricetta estremamente basica che ho scelto con il deliberato intento di portare a casa il risultato. Molto importante in questa ricetta il trito di erbe aromatiche: ho aggiunto anche un peperoncino decisamente caliente, che ha contribuito a privare il coniglio di quel caratteristico retrogusto con cui ho più volte fatto a pugni.

Coniglio in umido

Ingredienti
- un coniglio, circa 1kg, a pezzi
- due spicchi d’aglio
- due foglie di alloro
- due rametti di finocchio selvatico
- una cipolla bianca
- un peperoncino
- passata di pomodoro, 350gr
- rosmarino, un rametto
- 4 foglie di salvia
- 250ml di vino bianco
- olio, sale e pepe q.b.
- brodo vegetale

La preparazione

Trito finemente la cipolla, e la faccio appassire in padella con un l’olio, per una decina di minuti. Intanto preparo un trito finissimo di: aglio, rosmarino, salvia finocchietto e alloro. Lo aggiungo in padella e lascio andare ancora un minuto, quindi metto in padella il coniglio a pezzi rosolandolo bene su tutti i lati.

Sfumo con il vino bianco, lo lascio evaporare. Aggiungo la passata, pepe con generosità e infine regolo di sale. Un mestolo di brodo e posso coprire con il coperchio, cuocendo per 40 minuti circa. Durante la cottura aggiungo, se necessario, ancora un pò di brodo.

Al termine del tempo di cottura tolgo il coperchio, per far addensare il fondo di cottura. Quando questo ha raggiunto la giusta consistenza passo nei piatti.

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