Fiori di zucca fritti

I fiori di zucca sono uno di quegli ingredienti talmente deliziosi che vorrei mangiarli così, per la paura che ho rovinarli.

Spesso vengono farciti, cosa che non mancherò di fare presto, ma per questo primo incontro col delizioso fiorellino ho deciso di stare sul semplice. Pulizia del fiore, una pastella minimale, un tuffo nell’olio: dorati, fragranti, gustosissimi.

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Gli ingredienti:

fiori di zucca
farina, birra molto fredda, sale
olio di semi

 

La preparazione

Prima di tutto pulisco i fiori, li apro e rimuovo il pistillo nel mezzo. Poi li sciacquo delicatamente in acqua fredda, e infine li asciugo su un panno. Questo video da YouTube, spiega in maniera chiarissima.

In una ciotola preparo la pastella: farina, un bel pizzico di sale e birra ghiacciata fino ad ottenere una pastella non troppo liquida. Tuffo i fiori nella pastella ricoprendoli in maniera uniforme.

Per friggere uso un pentolino molto stretto, e olio di semi. Ogni fiore resta immerso nell’olio bollente fino a quando non è ben dorato.

 

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Polpette con patate, bietola, pancetta e cuore di mozzarella filante

Niente è più indicato per risvegliare un blog un pò addormentato di una gustosa polpetta. Questa è saporita ed invitante, abbastanza da convincermi a sperimentare anche se io, sulle polpette, sono estremamente tradizionalista. Va servita accompagnata dalla sua salsina verde, magari sopra una fogliolona di bietola, ma ho preferito presentarla in un momento più informale, appena uscita dall’olio incandescente al massimo del suo calore e colore.

Polpette con patate, pancetta, bietola e cuore di mozzarella filante

Ingredienti
– 300 grammi di manzo tritato
– 50 grammi di cubetti di pancetta
– 1 mozzarella
– 150 grammi di patate
– 100 grammi di foglia di bietola
– 2 cucchiai di parmigiano
– 25 grammi di filetti di acciuga sott’olio
– 25 grammi di capperi sotto sale
– mazzetto di prezzemolo
– due spicchi d’aglio
– un uovo
– olio extravergine di oliva per la salsa, di semi per friggere
– sale e pepe, q.b.

La preparazione

Metto sul fuoco una pentola d’acqua, e lesso le patate. Nel frattempo taglio la mozzarella a dadini e la metto a sgocciolare. Passo la patata lessa nello schiacciapatate, e metto la purea in una terrina. Aggiungo la carne macinata, la pancetta, il trito di bietola sufficientemente fine da non costituire un problema nella fase in cui si andranno a formare le polpette.

Sbatto l’uovo, con una macinata di sale e una di pepe, lo aggiungo al composto e completo l’impasto con il grana. Comincio a formare le polpette, mettendo nel cuore di ognuna un dadino di mozzarella, poi le passo nella farina e le metto nel frigo per qualche minuto.

Intanto metto nel mixer i due spicchi d’aglio, i capperi dissalati, il prezzemolo e le acciughe. Metto il trito in una ciotola e aggiungo qualche cucchiaio di olio extravergine di oliva fino a dare la giusta consistenza e sapore alla salsina.

Friggo le polpette nell’olio di arachidi ben caldo, quando sono dorate le asciugo con la carta da cucina e infine le passo nei piatti, guarnendo con la salsa preparata.

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Un contorno di carciofi saltati in padella (ovvero, scuola di carciofo)

Il carciofo è verdura di stagione per eccellenza, e così pensare di non avere sul blog neppure la più semplice ricettina per utilizzarlo mi faceva un pò rabbia. Ho deciso di rimediare con questo contorno semplicissimo, ma gustoso, che mi ha permesso di impratichirmi con la lavorazione del carciofo e di inserirlo più spesso nel menù casalingo.

Ho deciso di raccontarlo come una “scuola di carciofo” perchè la preparazione del piatto è fulminea, mentre il lavoro va tutto nel passare dal carciofo del fruttivendolo al carciofo pronto per essere cucinato.

Scuola di carciofo #1

Per prima cosa sfoglio il carciofo e riduco il gambo a 2cm circa, poi stacco le brattee (si chiamano così) più dure finchè non si presenteranno chiare per i due terzi. Conservo il gambo reciso.

Scuola di carciofo #2

Elimino la parte dura e fibrosa del gambo, poi tornisco la base del capolino.

Scuola di carciofo #3

Spunto le brattee, a circa metà della loro altezza.

Scuola di carciofo 4

Taglio il capolino a metà, cosa che mi da facile accesso alla peluria interna, indipendentemente dalla varietà del carciofo. Quelli in foto sono violetti toscani, e quindi non hanno spine, ma ci sono altre varietà decisamente pungenti.

Scuola di carciofo #5

Con l’aiuto di un cucchiaino elimino la peluria interna.

Scuola di carciofo #6

I carciofi puliti vanno conservati in acqua acidulata con mezzo limone, altrimenti si ossidano e scuriscono molto rapidamente.

Scuola di carciofo #7

In una sauteuse scaldo tre cucchiai d’olio con uno spicchio d’aglio in camicia e magari un pò di timo. Aggiungo 4 carciofi tagliati a fettine sottili, li salo e faccio saltare sulla fiamma vivace per un minuto. Sfumo con mezzo bicchiere di vino bianco secco, appena il vino è evaporato ne aggiungo ancora un goccino e torno a saltare per 7 o 8 minuti, a seconda dello spessore delle fettine. A fine cottura aggiungo una noce di burro, e rosolo i carciofi. Prima di impiattare profumo con un pò di prezzemolo tritato.

Scuola di carciofo #8

E i gambi che ho conservato? Li pulisco, rimuovendo la corteccia dura, li affetto sottili, li infarino e li friggo per qualche minuto, ottenendo delle chips di carciofo molto gustose e che aiutano a mantenere decorosa la resa di una verdura che ha moltissimo scarto.

Scuola di carciofo #9

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