Fine settimana di cibi energici e saporiti, cotture lunghe e sapori della tradizione. Torno sul luogo del delitto, riprovando a preparare la carne che mi ha dato i risultati storicamente peggiori: il coniglio. Fino ad oggi nessuna pietanza a base di coniglio è mai arrivata fino alle pagine di saledolce.com, semplicemente perchè non sono mai riuscito a trarre nulla di commestibile dallo sfuggente roditore.
Ci ho riprovato, partendo da un classico coniglio in umido, ricetta estremamente basica che ho scelto con il deliberato intento di portare a casa il risultato. Molto importante in questa ricetta il trito di erbe aromatiche: ho aggiunto anche un peperoncino decisamente caliente, che ha contribuito a privare il coniglio di quel caratteristico retrogusto con cui ho più volte fatto a pugni.
Ingredienti
- un coniglio, circa 1kg, a pezzi
- due spicchi d’aglio
- due foglie di alloro
- due rametti di finocchio selvatico
- una cipolla bianca
- un peperoncino
- passata di pomodoro, 350gr
- rosmarino, un rametto
- 4 foglie di salvia
- 250ml di vino bianco
- olio, sale e pepe q.b.
- brodo vegetale
La preparazione
Trito finemente la cipolla, e la faccio appassire in padella con un l’olio, per una decina di minuti. Intanto preparo un trito finissimo di: aglio, rosmarino, salvia finocchietto e alloro. Lo aggiungo in padella e lascio andare ancora un minuto, quindi metto in padella il coniglio a pezzi rosolandolo bene su tutti i lati.
Sfumo con il vino bianco, lo lascio evaporare. Aggiungo la passata, pepe con generosità e infine regolo di sale. Un mestolo di brodo e posso coprire con il coperchio, cuocendo per 40 minuti circa. Durante la cottura aggiungo, se necessario, ancora un pò di brodo.
Al termine del tempo di cottura tolgo il coperchio, per far addensare il fondo di cottura. Quando questo ha raggiunto la giusta consistenza passo nei piatti.
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